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Si può partecipare a più aste contemporaneamente? I rischi da evitare per non perdere tutte le opportunità

📅 20 Agosto 2026✍️ di Chiara Mazzini⏱️ 6 min di lettura

Vivere per anni in affitto tra Milano, Bologna e Roma mi ha insegnato ad avere il trolley sempre pronto e un occhio allenato alle occasioni. Quando ho iniziato a inseguire la prima casa con le aste, mi sono trovata presto davanti alla domanda che ricevo più spesso dai lettori: è sensato presentarsi a più vendite nello stesso periodo? La risposta è sì, ma solo con un metodo ferreo e consapevolezza dei rischi.

Cosa vuol dire davvero puntare su più lotti

Non si tratta di “sparare nel mucchio”. Vuol dire selezionare due o tre immobili che rispondono allo stesso bisogno (metratura, zona, budget) e che, per calendario e requisiti, non si pestano i piedi. Alcune vendite sono telematiche asincrone, altre sincrone miste, altre ancora in presenza: ogni formato comporta tempi, modalità d’offerta e margini di manovra diversi. L’obiettivo non è giocare d’azzardo, ma aumentare le probabilità di centrare un acquisto senza farsi male.

Una precisazione importante: nelle aste giudiziarie le offerte condizionate non sono ammesse. Non puoi scrivere “compro solo se la banca mi dà il mutuo”. L’aggiudicazione, regolata dal Codice di procedura civile, impegna al saldo entro il termine fissato (spesso 60-120 giorni) e all’emissione del decreto di trasferimento. Se punti su più aste, ogni impegno va considerato come definitivo.

I rischi principali da non sottovalutare

Il primo rischio è la liquidità bloccata. Ogni offerta richiede una cauzione, generalmente pari al 10% dell’importo che intendi offrire. Se ti candidi a tre lotti, potresti avere tre caparre ferme contemporaneamente. In caso di non aggiudicazione, il rimborso non è immediato: a me è capitato di attendere da 7 a 30 giorni, a seconda del delegato.

Secondo rischio: tempi che si sovrappongono. Potresti risultare aggiudicatario in due vendite a distanza ravvicinata. Se non riesci a onorare entrambi i saldi, perdi la cauzione e, nei casi più pesanti, puoi rispondere della differenza di prezzo nella nuova vendita dell’immobile. È scritto chiaramente nelle regole della procedura e passa dal vaglio del Tribunale ordinario.

Terzo rischio: la gestione del finanziamento. La pre-delibera reddituale è utile, ma non basta. La banca dovrà comunque periziare l’immobile aggiudicato. Se ne vinci due, potresti bloccare due perizie e due iter, con costi e tempi fuori controllo. Inoltre alcune banche richiedono di vedere l’avviso di vendita e gli allegati tecnici prima di confermare l’istruttoria.

Infine c’è il rischio “operativo”: due aste programmate nello stesso giorno e nella stessa fascia oraria, magari una sincrona e una in presenza, sono difficili da gestire. Anche nelle telematiche, quando la gara accelera negli ultimi minuti, serve attenzione totale. Dividersi raramente funziona.

Un metodo pratico per gestire più aste

Negli anni ho messo a punto una check-list che riduce gli imprevisti e mi permette di dormire (relativamente) tranquilla.

  • Budget a “caparre rischiabili”: definisco quanto posso bloccare in cauzioni senza mettere in crisi la liquidità (io non supero mai il 30% del mio cuscinetto).
  • Matrice priorità/tempi: ordino i lotti per appetibilità e scadenze. Se due scadono a poche ore, scelgo una priorità netta e sull’altra mi fermo a un prezzo più prudente.
  • Pre-delibera e banca allineata: prima di qualsiasi offerta, condivido con il referente bancario l’avviso di vendita, la perizia del CTU, lo stato occupazionale e le criticità urbanistiche del lotto principale.
  • Due diligence “light ma vera”: visura ipocatastale aggiornata, lettura integrale della perizia, verifica abusi, condominio (morosità pregresse), utenze, eventuali ordini di rilascio. Niente salti nel buio.
  • Offerta con tetto scritto: definisco uno stop price e lo tengo davanti agli occhi. Se l’adrenalina sale in gara, quel numero mi salva dal rimpianto.

Attenzione a un dettaglio spesso ignorato: nelle telematiche asincrone l’offerta, una volta inviata, non è revocabile senza conseguenze. Se stai giocando su più tavoli, invia le offerte non tutte insieme ma in sequenza ragionata, in modo da poter ricalibrare dopo gli esiti intermedi.

Il mio caso: due aste in dieci giorni e una scelta difficile

Di recente ho seguito due lotti a Bologna, distanza 1,5 km, stesse caratteristiche: trilocale anni ’70 con cantina. Il primo, base 120 mila, telematica asincrona; il secondo, base 115 mila, sincrona mista dieci giorni dopo. Ho depositato 12 mila euro per il primo, 11,5 mila per il secondo, con priorità al secondo per posizione e condominio più sano.

Nella prima asta ho fissato stop a 135 mila, calcolando lavori e spese condominiali arretrate. La gara si è scaldata negli ultimi cinque minuti: ho mollato a 136 mila. Il rimborso della cauzione è arrivato dopo 14 giorni. Nel frattempo ho mantenuto il focus sul secondo lotto: sopralluogo doppio, confronto con l’amministratore per le morosità, e telefonata alla banca con i documenti già pronti. Ho vinto a 129 mila con rilanci piccoli e regolari. Il saldo è stato fissato a 120 giorni e la perizia bancaria è filata liscia perché avevamo fatto i compiti prima.

Cosa ho imparato? Che candidarsi a più aste ha senso solo se accetti che la prima possa “saltare” senza drammi e che la seconda sia pronta a raccogliere il testimone. E che i tempi di rimborso delle cauzioni vanno messi in agenda come scadenze vere.

Errori tipici che vedo ogni mese

  • Sottovalutare la caparra: tre offerte da 10% ciascuna su un budget ridotto equivalgono a immobilizzare troppa cassa.
  • Saltare la due diligence sul “piano B”: se poi vince proprio il B, ti ritrovi a correre con sorprese cattive (abusi, occupazioni, spese arretrate).
  • Confondere pre-delibera con mutuo garantito: finché la banca non vede immobile e perizia, nulla è certo.
  • Overbooking di calendari: due aste sincrone nello stesso giorno sono un invito al tilt.
  • Farsi prendere la mano in gara: lo stop price scritto prima vale più di qualsiasi intuizione dell’ultimo minuto.

Come impostare una strategia sostenibile

Prima selezione: massimo tre lotti contemporanei, uno “preferito” e due alternative. Il preferito riceve il 70% del tempo e della preparazione. Sugli altri due svolgo una due diligence essenziale ma sufficiente a decidere in giornata.

Confronto con il delegato alla vendita: chiedo sempre chiarimenti su occupazione, spese condominiali, tempi di liberazione e modalità del saldo prezzo. Molti dubbi si sciolgono con una telefonata o una PEC ben scritta.

Scenario planning: se aggiudico il primo lotto, annullo l’offerta per il secondo (quando il formato lo consente) o non rilancio oltre la prima soglia. Se perdo il primo, spingo di più sul secondo entro il mio tetto. Nessun piano perfetto, ma una mappa chiara riduce il margine d’errore.

Quando fermarsi

Mi do tre semafori rossi: 1) se la somma delle caparre supera il 30% della liquidità disponibile; 2) se la banca segnala tempi incompatibili con il saldo; 3) se non ho completato la due diligence minima su almeno due lotti. In questi casi, meglio rinviare di un mese e tornare in gara preparati che bruciare capitali e energie.

Ultima nota legale: l’aggiudicatario inadempiente, oltre a perdere la cauzione, può essere chiamato a rispondere delle differenze in caso di nuova vendita a prezzo inferiore, secondo le previsioni del Codice di procedura civile. Non è uno scherzo: rispettare termini e impegni è parte integrante del gioco.

Se c’è una verità che l’esperienza mi ha insegnato è questa: partecipare a più aste può essere un acceleratore potente verso la casa giusta, ma solo se tratti ogni offerta come fosse l’unica. Metodo, numeri freddi e disciplina sullo stop price. Il resto è rumore.

Chiara Mazzini

Abitando per anni in affitto nelle principali città italiane, Chiara si è avvicinata alle aste immobiliari per realizzare il sogno della prima casa. Nel magazine racconta in modo semplice le sue avventure, dalle prime visite agli immobili fino all’aggiudicazione finale.

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